venerdì 4 gennaio 2008

Sentirsi come rifiuti

Premessa: volevo fare una mia piccola riflessione sul problema dei rifiuti che affligge la Campania. Non è mia intenzione giudicare nessuno.
Seconda premessa: Ho scritto senza controllare errori di battitura o ripetizioni o quant'altro; non ho avuto il tempo. Lo farò sicuramente al più presto.
In Veneto, le zone dove la raccolta differenziata dei rifiuti funziona di meno, raggiungono comunque percentuali che superano il 50% del totale.
Al sud la raccolta differenziata, sostanzialmente (con poche e rare eccezioni) non esiste.
Sicuramente, visto che non credo che al nord siano tutti geni e al sud tutti deficienti, a qualcuno va bene così. Questi possono essere gli amministratori che continuano ad usare le aziende municipalizzate non tanto per la raccolta dei rifiuti ma come serbatoio di voti in cambio di un posto di lavoro, alla mafia che in condizioni di illegalità e degrado diffuso può continuare a fare i suoi porci comodi, a tutti quei cittadini che "tanto non è un problema mio dove va la monnezza" o "echissenefrega della raccolta differenziata" o da chi magari ha avuto o spera di avere qualche favore dall'antistato.
Quello che non si è ancora capito è che sui rifiuti, se ben gestiti e non con le ecoballe, che in realtà sono balle e basta (raccontate da tutti i politici a tutti gli altri) si possono fare un mucchio di soldi. La Campania ha (ormai forse aveva) un territorio magnifico, la cui terra da (dava) prodotti tipici splendidi. Un'infinita di dop, doc, igp, e non so neanche io quanti altri tipi di tipicità che pian piano si stanno perdendo a causa dell'inquinamento dei suoli.
Nessuno ha la bacchetta magica, i rifiuti creati non possono sparire da soli, non si può pensare che, in una società civile, qualcuno si sobbarchi il peso dei rifiuti prodotti da altri, bisogna smetterla di pensare al proprio piccolo orticello!
In tutto questo, l'unica soluzione che si riesce a trovare sembra essere sempre quella di riaprire vecchie discariche già al collasso, già mostri ecologici, già fautrici della distruzione del territorio circostante per eliminare dalle strade i cumuli di spazzatura. Non trovate anche voi che in tutto ciò qualcosa non funzioni? Sono anni che si va avanti in questa maniera e mi sembra che il risultato non sia dei più soddisfacenti.
L'unica maniera di risolvere il problema dei rifiuti è quello di non produrne altri. Punto, fine! Basta aggiungere caos al caos. Non è possibile? Allora iniziamo almeno a ridurne la quantità e cerchiamo di creare rifiuti che possano essere riciclati.
Certo, questo richiederebbe un cambio di mentalità immenso, un po' come quando è stato introdotto il divieto di fumo nei locali... Però lì ce l'abbiamo fatta. E allora abbiate un po' di rispetto per voi stessi, smettetela con questo vittimismo e con questa politica al servizio solo di sè stessi. Smettetea di scavarvi la fossa e provate a dare questo colpo di reni per la risalita. Se avete un pezzettino (anche minuscolo) di terra intorno a casa vostra, non aspettate che sia il comune ad attivare la raccolta dell'umido; dividetelo già e iniziate a crearvi da soli il compost interrando le bucce delle patate e gli avanzi di verdura, prendete in mano una ramazza e iniziate ad appropriarvi del territorio spazzando il marciapiede davanti casa, riempite di parole chi non fa neanche la fatica di buttare il sacchetto della spazzatura dentro il cassonetto e dopo fategli vedere come è semplice. Iniziate a credere che far diversamente si può e siate fautori del vostro futuro, spingete perché si innesti una spirale virtuosa che aumenta il senso civico delle persone e la situazione non potrà che migliorare.

Ora una piccola idea malata che suggerisco al signor Bertolaso. C'è un emergenza rifiuti, non si può negare. Nel sud italia si sente però spesso parlare di un'altra emergenza che è quella della disoccupazione. Magari mi sbaglio, ma non mi sembra serva una laurea per fare gli operatori ecologici. Perché non assumere con dei contratti a progetto un bel po' di personale da affiancare ai netturbini ufficiali non tanto per raccogliere, ma per dividere l'immondizia che si trova lungo le strade e poi, una volta che questa è stata differenziata vendere quella riciclabile alle aziende che di questo si occupano, portando quindi in discarica quantità di gran lunga inferiore all'attuale?
I contratti potrebbero durare giusto il tempo di organizzare e avviare una raccolta differenziata degna di questo nome (1 o 2 anni credo sarebbe un tempo più che sufficiente) e, allo scadere degli stessi, alcuni potrebbero diventare a tempo indeterminato in base alle reali esigenze di smaltimento. Forse sono un visionario che non tiene conto di tutti i costi di questo genere di operazione, ma credo che la situazione attuale costi a tutto il paese (in termine di salute della popolazione, di legalità del territorio, di immagine e quindi turismo) molto di più.

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