mercoledì 20 febbraio 2008

Studio o passione?

Credo che non ci sia nessuno al mondo che non conosca quest'aria di opera lirica, neanche chi ascolta solo "house e tekno" hanno sentito almeno una volta nella vita "Nessun dorma". Quindi niente commenti da parte mia.



Invece quello a cui stavo pensando è questo:
Pavarotti è stato sicuramente il più famoso tenore al mondo. Ma non il più bravo. E' la solita contrapposizione che si crea fra chi ha un dono naturale e chi invece ha tantissima passione e fa di tutto perché questa si possa esprimere ai massimi livelli. Mi spiego; se ascoltate con attenzione il brano, non potete non notare le indubbie e innate qualità vocali del maestro, ma sono anche abbastanza udibili alcune "sporcature" nella dizione tipicamente Emiliana, l'andare fuori tempo (per carità, non stiamo parlando di cose mostruose) in diversi punti -e corrette dal direttore d'orchestra-, alcune imprecisioni che derivano dal non aver studiato musica. E poi ci sono altri (altrettanto grandi ma di cui nessuno sa i nomi) che invece sono impeccabili in tutto questo, ma non trasmettono in ugual misura. Allora quello che io mi chiedo è cosa sia meglio. Meglio la precisione dovuta allo studio costante e meticoloso o il passionale "dono di natura"? Meglio il cuore o la mente? E, in caso, dove sta il confine fra i due?

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