sabato 12 aprile 2008

Le cose importanti in campagna elettorale

Copio pari pari un articolo del corriere, perché ogni tanto scrivono bene anche lì...

"Riassumiamo, alla rinfusa, per cercare di capire e perché purtroppo fa ridere. Durante questa campagna elettorale, la candidata premier Daniela Santanchè, portatrice innovativa dei tradizionali valori della destra italiana, parla come in un tradizionale bar italiano; di Berlusconi, che pare la desideri ma lei non gliela «darà mai» (cosa?). L’ex vicepresidente del Senato Cesare Salvi, illustre giurista, candidato nella Sinistra Arcobaleno, parlando di diritti e libertà sessuale si sente in dovere di informare che lui «l’ha fatto in un parco» (cosa?). La capogruppo uscente del Pd Anna Finocchiaro, candidato governatore in Sicilia, una delle donne più autorevoli e dignitose della politica italiana, non si sottrae alle domande sul tipo di mutande preferito (slip). L’ex ministro delle Telecomunicazioni Maurizio Gasparri, An ora Pdl, fa sapere che sotto elezioni «il sesso per un politico diventa veramente una cosa secondaria» (dispiace). E così via.

Sappiamo oramai che il leghista Roberto Maroni predilige la mutandina in cotone mentre il neo Pd Matteo Colaninno è classico in boxer. Hanno cercato di coinvolgerci nell’appassionante dibattito «sono più belle le donne di destra o di sinistra », sono più focose le veltroniane le berlusconiane le bertinottiane o le casiniane, ecc. I tentativi di trasformare questa triste campagna elettorale in un film erotico- casereccio anni Settanta sono stati molti; nell’abulia generale, molti sono riusciti. Anche se è difficile (o preoccupante) individuarne le motivazioni profonde. Diversioni mediatiche consapevoli? Tentativi arrischiati di apparire normali e simpatici? Un marginale impazzimento collettivo, provocato da pulsioni di cui si è collettivamente perso il controllo e influenze ormai difficili da evitare e facilissime da introiettare, dalla tv spazzatura al battutismo continuo del Berlusca? I colpevoli sono molti, comunque.

Ovviamente, ci sono i giornalisti e i conduttori che fanno domande demenziali. Alcuni indagano sulle mutande perché costretti dai capi. Altri vanno sull’osé per essere citati, visti e visibili. Caso principale della campagna 2008 Klaus Davi, comunicatore, anchor di Klauscondicio, serie su YouTube in cui intervista amichevolmente dei candidati. È chez Davi online che Santanchè ha cominciato a parlare di darla e non darla per far carriera e ha ripetuto che gli ex amici di An hanno «palle di velluto». È sempre lì, l’altro ieri, che il Salvi è stato chiamato a scegliere tra sex appeal di destra e di sinistra. Incalzato da Davi, invece di rispondergli «ma veda un po’ lei», «ma cerchi di farmi domande sensate», «sono un uomo felice, ho una moglie di sinistra che a volte per cambiare si traveste da Mara Carfagna», ha tentato di destreggiarsi e gli è andata malissimo. È finito sulle agenzie come sostenitore della superiorità sessuale delle donne di sinistra. In realtà era solo una domanda di Davi, e Salvi aveva fatto melina.

In realtà tutto partiva da una battuta sulle donne di destra «sicuramente più belle di quelle di sinistra, loro non hanno gusto neppure su questo». La battuta è di Berlusconi, va da sé. Ormai storico creatore di agende e non-agende politiche, trascinatore del costume nazionale, deve avere occultamente (ma anche non) persuaso altri candidati a parlare di donne e sesso con scioltezza. E poi c’è il fenomeno Santanchè. Donna tosta e scenografica, da settimane pone il dilemma «darla o non darla» al centro del dibattito politico. Se ne sentiva il bisogno. Intanto, di passaggio in Italia per promuovere i loro film, gli attori americani George Clooney e Jodie Foster rifiutavano domande personali; Clooney parlava addirittura di politica (no, non si può votare Clooney, ragazze e ragazzi; è consentito solo farci su battutoni, ma non in pubblico, ognuno nel proprio bar, volendo)."

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