mercoledì 27 maggio 2009

Futuro



"Donne! E' arrivato l'arrotino!"
Già, l'arrotino... Ecco cosa dovevo fare alcuni anni fa, quando uscito con un diploma dal valore sempre più nullo ho invece deciso di iscrivermi all'università... L'arrotino! Avrei avuto la mia bicicletta che una volta messa sul cavalletto avrebbe sfruttato la pedalata per rifare il filo a forbici, coltelli e lame varie guadagnando quei due soldi necessari a sopravvivere. Invece mi sono andato a infognare in una storia infinita che riesce ancora a deludermi e stupirmi insieme. Ad esempio come quando mi accorgo che, a fronte di "millemila" euro spesi di tasse universitarie, le due goccie d'acqua che improvvisamente iniziano a scendere dalle nuvole si trasformano in un vero e proprio acquazzone sopra al mio progetto disegnato rigorosamente a mano perché i computer per tutti sono non solo un'utopia ma una vera e propria pazzia...
L'arrotino, che nel tempo si è evoluto aggiustando anche ombrelli e cucine a gas sembra essere un bel modo di vivere se paragonato a quegli esami durante i quali l'unica domanda che ti viene posta riguarda quell'unica lezione che hai saltato perché, moribondo, sei rimasto a letto e gli appunti (non di una ma di almeno tre persone) che ti sei procurato sono ovviamente lacunosi.

Melgio non pensarci, domani è un altro giorno e prima o poi anche a me dovrà andar bene!

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